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Nov 24, 2018 - Senza categoria    No Comments

i cittadini col posto fisso?: pretenziosi e straffotenti

Politicanti, giornalisti,opinionisti riempiono i programmi televisivi. Pieni e strapieni di informazioni e di apparente cultura si esibiscono , ogni sera, sciorinando ognuno le soluzioni più variegate. Tutte apparentemente giuste e ogni volta espresse con grande capacità verbale e ogniqualvolta condivise da sonori applausi di un pubblico attento e tifoso.

Li ascoltavo con interesse ritenendo che tali discussioni pubbliche potessero concorrere a far cambiare mentalità a una classe dirigente corrotta tutta dedita esclusivamente a tutelare e conservare i propri benefici comprese le ormai inamovibili teorie dei DIRITTI ACQUISITI che, complice una giurisprudenza casareccia, non si toccano caschi il mondo e neanche in presenza di una recessione economica alla porta , ahimè, destinata a impoverire sempre più, mese dopo mese ,anno dopo anno quelle classi sociali senza tutela dello stipendio fisso.

E’ dell’altro giorno che ,passando nel senso unico di Via Margherita di Savoia, ho potuto assistere allo sconcio che si presenta giornalmente. Una colonna lunga composta di esseri umani dai volti assenti espressione di vite sofferenti di solitudine conseguenza certamente di una sconfitta che li ha privati del gusto di sentirsi non dico protagonisti bensi minimamente utili in questa società.

E vedendo questo degrado non puoi esimerti dal pensare, dal riflettere. Non occorre frequentare la Bocconi per capire che la Repubblica Italiana non è un paese civile e che la decantata Costituzione Italiana, giudicata come la più bella del mondo è solo un bel libricino delle buone intenzioni a cui spesso si rifanno i Presidenti della Repubblica e quant’altri lestofanti per commemorare ricorrenze e per riempire di retorica gli organi di informazione della carta stampata e di quella televisiva.

L’Italia da tanti anni è tutta dentro a una congiuntura economica recessiva causa una mentalità che per 70 anni ha predicato e inculcato FALSI DIRITTI instaurando un sistema economico, complice i sindacati, che è la versione peggiore del comunismo.

E’ dell’ 8 settembre il sottoarticolo apparso sulla LA NUOVA SARDEGNA sull’ospedale Policlinico di Sassari : I POSTI DI LAVORO NON SI TOCCANO. Niente da eccepire per carità. Se non per dire che in questa Repubblica Italiana il tanto gridare spesso fa stonare. Non pensano , i cantanti di grido, che giù, sotto il palco, sta un altro popolo di 3.300.000 mila di altri cittadini vogliosi di lavorare e che disuniti sembrano non avere DIRITTO di gridare con la stessa autorevolezza dall’alto di un palcoscenico per ora precluso. Quante le di partite iva che ogni anno abbassano la serranda per ingrossare il numero dei disoccupati e che non avendo diritto alla cassa integrazione certamente andranno ad ingrossare la fila dei diseredati di Via Margherita di Savoia.?

Una constatazione che tutto questo non è un fenomeno naturale bensi è conseguenza di un sistema economico voluto e che , ancor più grave, gravissimo, ha favorito e consacrato categorie di cittadini con una mentalità distorta, menefreghista, noncurante e scandalosamente selettiva dove non c’è posto alla solidarietà ritenendo il loro posto di lavoro come dovuto.. Una mentalità quindi da estirpare, da rivedere a favore di quella umile accondiscendenza che vuole tutti i cittadini con uguali diritti ad occupare un posto di lavoro fisso.

Insegnare a riflettere sui temi di altruismo e condivisione dovrebbe essere un compito primario di ogni percorso didattico utile a formare una classe dirigente che abbia disprezzo o acquisisca capacità sufficienti ad assegnare il giusto valore al vile denaro privilegiando invece lo spirito dell’artista , del patriota capace di far sua quella ricchezza interiore unico carburante per modellare una società di veri umani.